Tour Isole Borromee + Trenino delle Centovalli [e buon compleanno a me]



Un weekend tra natura, arte, storia e letturatura, con crociera sul Lago Maggiore, visita delle isole  Borromee, del palazzo dove ha dormito Napoleone, dell'isola dove si conclude "Piccolo Mondo Antico", dell'hotel dove ha soggiornato Hemingway, dell'isola dove vivono (solo) 35 pescatori e di siti Patrimonio UNESCO.

Per poi prendere il Trenino delle Centovalli e attraversare tutta la Val Vigezzo, incantevole, idilliaca, incantata.


Il tutto in completo relax, con albergo vista lago, che abbiamo provato in anteprima, e dove saremmo rimaste volentieri qualche giorno in più.


Itinerari studiati nello specifico per preparare l'ebook, per cercare di offrire un tour diverso dal solito, sulle tracce dei grandi autori della letteratura, senza mettere in secondo piano lo scenario incantevole che fa da cornice a Stresa, Locarno e Domodossola.

E il bello è che questo pacchetto è previsto per il mio compleanno... doppia soddisfazione e buon compleanno a me, che festeggerò alle Isole Borromee ❤.

Hai voglia di partire e festeggiare con noi? QUI trovi tutti i dettagli.


Lo spettro della dama del Colosseo

La leggenda perduta nel tempo

Antica Roma. I giochi e i duelli si susseguivano quasi quotidianamente nel Colosseo, inaugurato nell’80 d.C. Tutto procedeva secondo la solita routine, in quei pomeriggi, e non importava se erano assolati, piovosi, caldi o freddi. I gladiatori forgiati dallo spirito di guerra o della sopravvivenza, oppure in cerca di onori, si davano battaglia nei combattimenti. Atterrato l’avversario, il popolo ardiva di sollevare o abbassare il pollice – “jugula”-, come se la morte potesse essere la cosa più naturale e ovvia del mondo.  All’Imperatore spettava poi la decisione finale, e tutto procedeva così, di decennio in decennio. 

Avvenne durante l’Impero di Lucio Elio Aurelio Commodo, membro della dinastia degli Antonini. Personaggio stravagante, depravato e avverso al Senato, e gladiatore lui stesso, amava gustarsi tutti i combattimenti nell’Anfiteatro Flavio. “L’Ercole romano”, si faceva chiamare. Quasi sempre, con aria fiera in volto, abbassava il pollice alla fine dei combattimenti. Un altro gladiatore a terra, senza più vita, un altro eroe di tempi andati. 

Fino a quel pomeriggio d’estate, come si tramanda, dell’anno 191. L’aria calda, quasi opprimente, in città, avvolgeva l’ennesimo combattimento in corso. Suoni di spada tintinnante e il solito epilogo con uno dei due combattenti a terra. Due schiavi in cerca di onori. Dopo il clamore del pubblico, ecco implacabile la mano di Commodo che si stava per alzare, per il verdetto. Ed era chiaro che sarebbe stato un nuovo “jugula”

Ma accadde qualcosa di strano, che solo in pochi percepirono: all’improvviso, si alzò una ventata fresca di ponentino, in anticipo rispetto al classico orario serale. E l’Imperatore sentì qualcosa carezzargli mani, braccia e volto. Ed ecco che solo lui la vide: uno spettro di dama, alta, angelica, con i capelli ricci e biondi che ricadevano lungo le spalle, e gli occhi color celeste. La donna gli sussurrò qualcosa, che nessuno seppe mai, e un attimo dopo Commodo la vide uscire, insieme al venticello, da una finestrella al piano terreno. Prima di scomparire del tutto, si girò verso di lui, pronunciando una sola parola: “Hic”, “qui”.

Da quel giorno, sovente capitava di vedere l’Imperatore intento a parlare  a qualcosa o a qualcuno nell’aria- come per chiedere consiglio- appena prima della scelta di vita o di morte per il gladiatore caduto. E il pollice, in quei casi, si alzava sempre. 

Si tramanda che anche la vita privata dell’Ercole romano subì un cambiamento: con l’amante Marcia divenne sempre più scostante e schivo, al punto che la stessa partecipò alla sua uccisione l’anno in cui fu prima deposto e poi sottoposto a damnatio memoriae dal Senato.

Si narra  che, tempo dopo, una lettera segreta pervenne all’Imperatore Settimio Severo. Il contenuto non venne mai reso pubblico, ma una volta letta, l'uomo riabilitò e addirittura divinizzò la figura di Lucio Elio Aurelio Commodo, l’”Ercole romano”.

Qualcuno pensa che lo spettro del Colosseo che appariva a Commodo, quella figura angelica, fosse la Madonna. A quanto si dice, il favore che chiese all'uomo, sussurrandogli all'orecchio, era quello di far costruire una cappella in suo onore proprio all'interno del Colosseo. E quell'“hic”, indicava il punto esatto.

Questa è forse l'origine della piccola Cappella “Santa Maria della Pietà”, di cui non è possibile stabilire con esattezza il periodo di realizzazione. Secondo alcuni potrebbe essere del 1200, secondo altri del 1600. Quel che è certo, stando alla leggenda, è che Commodo mantenne la parola data: convincere i posteri a rendere grazie alla Dama Celeste, adibendo un determinato fornice del piano terreno dell'imponente Anfiteatro Flavio  a luogo di raccolta e di preghiera.

Come se non bastasse, poi, ancora oggi, ci si sente prediletti quando, in quelle sere estive, sul far della sera, si percepisce quel vento tiepido di ponentino carezzare la pelle. E magari l’anima di Commodo è proprio lì, ad incontrarsi con quella visione angelica, mentre entra ed esce come brezza dalle finestrelle di quello che è uno dei monumenti più invidiati al mondo: il Colosseo, nella città eterna.

15 motivi per cui ♥ viaggiare




Ultimamente, sempre più followers su Instagram mi chiedono per quale motivo mi piaccia così tanto viaggiare. Stessa domanda che mi fanno altre blogger quando mi chiedono un blog post, cosa che purtroppo al momento non ho tempo di seguire.

Come detto e ripetuto millemila volte, viaggio da quando avevo 11 anni- senza contare le gite dell'asilo o quelle parrocchiali, in giornata-, e ho scritto un articolo semi serio a riguardo, che trovi QUI.  Questi 15 motivi, se vogliamo anche banali, sono quelli che mi fanno venire voglia di prendere e partire per un altro viaggio, anche se l'esperienza precedente magari non è stata delle migliori e mi ero ripromessa di evitare una nuova avventura da zitella. Alcune mie amiche lo chiamano richiamo, altre una scusa per non voler mettere le radici da nessuna parte, altre ancora pensano che, piuttosto che pulire casa, preferisca di gran lunga provare gli hotel.

Quello che continuo a ripetere è: provare per credere. Molto meglio viaggiare che starsene lì, seduta, a roderti il fegato perché "vorresti averla tu, tutta quella voglia di spostarsi di continuo". Bene, fattela venire, anche solo per un weekend: poi vedrai che non potrai più farne a meno...

Dei 15, qual è il mio motivo preferito? Penso il 14, che è quello che adoro fare più spesso, e che mi permette di scovare certi angoli o localini che non trovi neanche su internet.

E tu? Quali sono i motivi per cui ami viaggiare?

#viaggiodasolaperché: i motivi per cui viaggio da zitella

© #viaggiodasolaperché

Stamattina mi sono presa il tempo della colazione, una mezz'oretta, tutta per me, senza cellulare, tablet o pc. Niente articoli da scrivere, social da seguire o commenti di clienti (rompipalle, sì, specifichiamolo) a cui pensare come rispondere. Eravamo solo io, la tazza di thè caldo alla mela e cannella e quel ticchettio insopportabile della pioggia che da due giorni continua a cadere fastidiosamente. Il brutto delle mansarde? Sentire quel rumore sui tetti, cioè praticamente sopra la tua testa. Come se non bastasse il tuo (bel) fidanzato che russa tutta la notte e verso le 5, quando va in bagno, con i piedi ghiacciati ti accarezza le gambe. 

In quel momento tutto per me, pensavo al mio prossimo viaggio: dove sarà, quando, per quanto tempo, come mi organizzerò con il lavoro. Tante domande, ma una sola sicurezza: sarà in solitaria, come piace a me. #ioviaggiodasola non è solo un hashtag, ma una vera e propria filosofia di vita. E ho deciso di raccontare i motivi per cui, quando viaggio, lo faccio in solitaria. 

La mia storia sarà su #viaggiodasolaperché, da leggere tutta d'un fiato.